Facility Management, l’importanza di un approccio data-driven

Il Facility Management italiano, a differenza di quello anglosassone, ha posto tradizionalmente una grande enfasi sulla competenza, esperienza e conoscenza umana delle variabili da gestire. Persone che lavorano su immobili da anni e ne conoscono tutti i problemi e segreti guidano nel tempo le scelte operative e le strategie di gestione.

Tale ricchezza tuttavia porta solo parzialmente all’ottimizzazione operativa. I player del mercato dei servizi di Facility Management devono evolvere sempre più verso un approccio data-driven, facendo particolare attenzione ai software dedicati a registrare e usare le informazioni sul patrimonio gestito.

La gestione dei dati non va infatti limitata ad un fattore puntuale e puramente tecnico, ma come chiave di carattere strategico per collocarsi sul proprio mercato di riferimento.

Per farlo bisogna avere il coraggio di spostare, in forma progressivamente più estesa, il focus dalla conoscenza umana all’analisi dei dati. Come dice la parola stessa “data-driven” vuol dire farsi guidare dai numeri. Prendere decisioni su base quantitativa e basate su parametri numerici e non su considerazioni umane (gut-feelings).

Posso dire che negli ultimi 20 anni di esperienza nel settore dei Sistemi Informativi Patrimoniali ho visto una certa “resistenza” ad un uso strategico delle tecnologie informatiche a supporto dei processi di Facility Management. Queste ultime si sono imposte principalmente nei contratti pubblici e sulla base di una richiesta sempre più vincolante dei Capitolati d’Appalto. Il settore privato, tranne casi di grandi aziende, si è mosso conservando molto più l’approccio tradizionale.

Tuttavia sia per il mercato del Global Service che del Facility Management l’approccio data driven sta diventando economicamente sostenibile e tecnicamente percorribile.

Il management dei clienti ha bisogno di informazioni che li aiutino a capire l’impatto dei costi “generali” sulla competitività della propria azienda per mantenersi competitivi e rimanere sul mercato. Avere a disposizione dati in quantità, qualità e frequenza adeguati a conservare un vantaggio competitivo si trasforma da lusso ad elemento chiave per la sopravvivenza.

Data-driven è un approccio globale e non si esaurisce, pur valorizzandola nell’analisi di statistiche o nel monitoraggio degli SLA e KPI dei propri fornitori e dei propri asset.

La stessa manutenzione impiantistica si sta rivolgendo sempre più a dati dal campo forniti in tempo reale o con frequenze inferiori all’ora allo scopo di poter finalmente implementare una manutenzione predittiva basata su modelli di Machine Learning.

E’ quindi importante scegliere intelligentemente quelle tecnologie che rendono disponibili dati chiave a basso prezzo iniziale e di gestione.

La sensoristica iOT e la convergenza di protocolli di comunicazione, grazie all’espansione nel mercato consumer, permette di avere economie di scala prima impensabili e una raccolta dati omogenea pur nella differenziazione dei produttori dei singoli dispositivi.

Diventa quindi fondamentale che a tale espansione di strumenti di raccolta dati a basso costo si aggiunga un modello organizzativo via via più maturo e guidato dalle informazioni dal campo.