Quando frequentavo i corsi di Ingegneria al Politecnico di Milano si stavano affacciando finalmente le prime tecnologie di supporto informatizzato. I primi PC dotati di Word, Excel permettevano di scrivere relazioni senza necessità della macchina da scrivere, e nell’ambito dell’Ingegneria Civile comparivano le prime versioni di AutoCAD e di 3D Studio.

Da allora sono passati più di 20 anni. Un tale intervallo temporale mi ha permesso di approcciarmi alle Tecnologie con sguardo e atteggiamento fortemente pragmatico.

Comprendo il bisogno umano di mantenere alta la percezione di novità e opportunità, ma ho potuto anche provare con mano che gli strumenti che sempre più si affacciano nel mondo della quotidianità richiedono oltre agli sforzi di progettazione e messa in produzione altrettanti sforzi di assimilazione e apprendimento.

Chi di voi si ricorda il film di Star Trek in cui tornano indietro nel tempo con l’obiettivo di salvare le balene (da riportare nel futuro)? In una scena memorabile del film devono “regalare un po’ di futuro al passato” in termini di tecnologia. Di fronte ad un PC provano a parlare e far capire cosa intendono fare. Ma il PC “non è ancora pronto a capire” ed il mouse non è un microfono.

A chi è nato dopo il 2000 una tale scena perde di magia. Ma chi ha partecipato alla vita pre-tecnologica coglie il balzo del momento presente. Oggi c’è SIRI, c’è CORTANA e tanti altri assistenti quasi pronti a capire e fare tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

A riguardo nei settori che seguo è ormai da diversi anni che si parla di BIM (Building Information M”?”odeling) con accezioni ed aspettative quasi messianiche.

Gartner, Società di leader mondiale nella consulenza strategica, ricerca e analisi nel campo dell’Information Technology, ha elaborato con lucida consapevolezza un grafico molto importante chiamato “Hype Cycle for Emerging Technologies”. Questo grafico (lett. ciclo dell’esagerazione) rappresenta graficamente la maturità, l’adozione e l’applicazione di specifiche tecnologie.

Personalmente considero il BIM ancora nella fase tipica dell’Innovation, ma molto vicina al picco. Cresce nelle “conversazioni” in diversi tavoli e contesti a cui partecipo, ma molto ancora in termine di “racconto” di “potenziale”. Un po’ quello che è già successo ai software di Facility Management, che dal 2000 al 2010 hanno avuto il loro boom e negli ultimi anni hanno percorso il tratto discendente e di disillusione.

Il principale problema è legato al rapporto costi/benefici. Costruire un modello di un immobile è facile e conveniente se si sta realizzando un nuovo edificio (fase design) ma diventa proibitivo se tale attività viene fatta ex post, dove cioè il modello richiede un’attività di rilievo sul campo e successiva restituzione.

Quando iniziavo le mie prime esperienze di modellazione energetica degli edifici (1998) costruire un modello, pur approssimativo, di un edificio era la fase più time consuming. Ci volevano giorni per comporre un modello, verificarne e attribuirne i dati energetici significativi, definirne le zone etc. Oggi certamente i modelli di progettazione 3D permettono una produttività molto più veloce, purché questo lavoro avvenga ancora in fase di pre-realizzazione dell’immobile.

Credo siano necessari ancora un po’ di anni perché si abbiano le necessarie tecnologie “assistive”, come sta avvenendo in modo eccezionale in campo Automotive. Avere cioè dei programmi capaci di recepire istruzioni vocali e preparare i modelli renderebbe la gestione BIM una naturale evoluzione degli attuali Sistemi BIM. Possiamo a riguardo essere ottimisti, ed anche Gartner nel proprio documento di previsione, definisce il campo della “rappresentazione digitale” o del “gemello digitale” uno dei 10 trend del 2017.

Nel documento sopra citato Gartner dichiara:

Nel giro di tre o cinque anni, miliardi di oggetti saranno rappresentati da gemelli digitali, un modello software dinamico di un oggetto fisico o di un sistema reale. Utilizzando i dati relativi alla fisica su come funzionano e rispondono i componenti di un oggetto e ai dati forniti dai sensori nel mondo fisico, un gemello digitale potrà essere utilizzato per analizzare e simulare le condizioni del mondo reale, rispondere alle modifiche, migliorare le operazioni e aggiungere valore. I gemelli digitali funzionano come proxy per la collaborazione di persone addestrate (per esempio, tecnici specializzati) e dei dispositivi  tradizionali di monitoraggio (ad esempio, manometri). La loro proliferazione richiederà un cambiamento culturale, in quanto coloro che capiscono il mantenimento delle cose del mondo reale collaborano con data scientist e professionisti IT. I gemelli digitali delle risorse fisiche combinate con rappresentazioni digitali di strutture e ambienti, nonché persone, imprese e processi faciliteranno una rappresentazione digitale sempre più dettagliata del mondo reale per la simulazione, l’analisi e il controllo.